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2 marzo 2011 / Marco Alici

Ubuntu 10.10 su Acer Aspire One 110


(Here the English version)

Felice possessore del netbook in oggetto, fin dal gennaio 2009  vi avevo installato  una distribuzione GNU/Linux “normale”, cioè una di quelle normalmente installate sui PC desktop o notebook. All’inizio avevo installato Debian, soprattutto perché avevo trovato questo tutorial; poi sono passato a Ubuntu.

Di recente ho aggiornato il sistema ad Ubuntu 10.10 (Maverick Meerkat). O meglio, ho reinstallato da zero, perché l’esiguo spazio libero sul disco SSD da 8GB non consentiva l’aggiornamento di versione.

Ho seguito essenzialmente questa guida, ma siccome quella pagina non è molto chiara (alcuni passaggi riguardanti le vecchie versioni  non sono più necessari, quasi tutto ormai funziona “out of the box”) ho preferito elencare qui le cose che ho fatto per ottimizzare la mia macchina.

Ubuntu live su pendrive USB

Non essendo il netbook dotato di lettore CD, occorre avere Ubuntu avviabile da chiavetta USB. Per questo occorre un CD di Ubuntu o una sua immagine ISO e un programma che ne copi il contenuto nella chiavetta e la renda avviabile. Io ho usato il mio PC desktop con Ubuntu: strumenti>amministrazione>crea disco di avvio è il programma che fa questo. In alternativa si può usare il comodo programma unetbootin (per Linux o Windows); oppure, avendo il CD di installazione di Ubuntu (o avendo masterizzato l’immagine ISO su CD), lo si può inserire in un PC con Windows ed avviare il programma usb-creator.exe contenuto nel CD stesso.

Installazione

Inserita la chiavetta e avviata la macchina, si procede all’installazione come al solito. Il mio disco SSD era suddiviso in 2 partizioni:  6GB per /, 1.7GB per /home e 300MB di swap. Ho mantenuto questa configurazione. Le due partizioni sono formattate ext2: dovrebbe essere più performante dei filesystem journaled su un disco esageratamente lento in scrittura.

Ottimizzazione

1.

Passando alcuni al kernel i parametri elevator=noop e enable_mtrr_cleanup si ottiene un miglioramento delle prestazioni rispettivalmente del disco e della scheda video. Per fare questo bisogna modificare il file di configurazione di GRUB2 (/etc/default/grub). Basta aprire una console e digitare:

sudo gedit /etc/default/grub

Bisogna trovare la linea che inizia con GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT e modificarla come segue:

GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="elevator=noop quiet splash enable_mtrr_cleanup"

Quindi salvare il file e, sempre in console, digitare:

sudo update-grub

per rendere disponibili queste opzioni al prossimo avvio.

2.

Un altro tentativo di limitare gli accessi in scrittura sul disco è quello di eliminare l’aggiornamento della data di ultimo accesso ai file e alle directory. Per far questo bisogna far in modo che i filesystem vengano montati con le opzioni noatime nodiratime. Basta aprire il file /etc/fstab:

sudo gedit /etc/stab

e aggiungere i parametri suddetti alle opzioni già presenti per ciascuna delle partizioni indicate nel file, in questo modo:

/dev/sda1  /       ext2   errors=remount-ro,noatime,nodiratime   0   1
/dev/sda3  /home   ext2   defaults,noatime,nodiratime            0   2

Sempre per diminuire gli accessi in scrittura sul disco a stato solido, si possono spostare su filesystem temporaneo (cioè creato in RAM anziché su disco) alcune directory come quelle che contengono i file di log e le directory temporanee. Per far questo basta aggiungere al file /etc/fstab le seguenti righe:

tmpfs   /var/log/apt   tmpfs   defaults   0   0
tmpfs   /var/log       tmpfs   defaults   0   0
tmpfs   /tmp           tmpfs   defaults   0   0
tmpfs   /var/tmp       tmpfs   defaults   0   0

Salvare il file e riavviare per rendere effettive le modifiche.

3.

Per evitare che alcuni programmi mostrino dei malfunzionamenti dovuti al fatto che le loro directory di log, inizialmente contenute in /var/log, non esistono più essendo tale directory ricreata ex novo ad ogni avvio, si possono ricreare quelle directory in questo modo.

Aprire il file /etc/rc.local

sudo gedit /etc/rc.local

ed aggiungere le righe seguenti prima della riga exit 0:

for dir in apparmor apt cups dist-upgrade fsck gdm installer samba unattended-upgrades ; do
   if [ ! -e /var/log/$dir ] ; then
      mkdir /var/log/$dir
   fi
done

Salvare il file e riavviare per rendere effettive le modifiche.

4.

Durante il boot, anziché mostrare il logo “ubuntu”, lo schermo mostra per qualche secondo alcune righe del tipo:

udevd[80]: worker [XXX] did not accept message -1 (Connection refused), kill it

con XXX un numero diverso per ogni riga (120, 121…)

Non ho capito se sia un bug di udev o di plymouth. In ogni caso qui è riportata la soluzione. Basta aprire una console e digitare questi due comandi:

echo FRAMEBUFFER=y | sudo tee /etc/initramfs-tools/conf.d/splash
sudo update-initramfs -u

Al riavvio riavremo lo splash screen di Ubuntu 10.10.

5.

Mozilla Firefox è uno dei migliori browser in circolazione, ma tende a scrivere molte cose su disco. Però ha anche un’elevata capacità di personalizzazione, per cui si possono operare alcune modifiche che rendono il suo utilizzo più fluido e performante.

Aprire una scheda e digitare sulla barra degli indirizzi: about:config, quindi premere il pulsante “sì, lo prometto” che invita a prestare attenzione nel maneggiare i vari parametri. Comparirà l’elenco dei parametri di configurazione di Firefox.

Trovare (se esiste) la chiave toolkit.storage.synchronous, scorrendo l’elenco o cominciando a scriverla nel campo Filtro, ed impostarla a 0 con un doppio click sul nome. Se non esiste bisogna crearla: dal menu che compare con un click col tasto destro del mouse su uno spazio vuoto della finestra scegliere Nuovo>Intero, scrivere il nome della chiave sul campo della finestra che compare, quindi premere OK, scrivere il valore 0 nella finestra che compare, quindi premere OK.

Nello stesso identico modo si può operare con la chiave browser.cache.disk.parent_directory, con la differenza che non è di tipo intero ma di tipo stringa (quindi se non esiste va creata con il comando Nuovo>Stringa); questa chiave indica la directory in cui salvare la cache del programma, quindi gli possiamo dare, ad esempio, il valore /tmp/firefox. Dato che la directory /tmp è creata in RAM (v. punto 2), la scrittura su disco verrà evitata.

6.

Skype ha qualche problema nel rilevare correttamente il microfono frontale (mentre altri programmi, come ad esempio Audacity, funzionano correttamente). Qui ho trovato la soluzione. Si tratta di:

  • installare padevchooser (Pulse Audio Device Chooser)
  • aprire il programma dal menu Applicazioni>Audio e Video>Pulse Audio Device Chooser
  • nella sezione Volume Control…, nella scheda Ingressi, sbloccare i due canali del microfono col tasto Blocca entrambi i canali (il lucchetto)
  • impostare a 0% il canale Frontale destro, lasciando al 100% il canale Frontale sinistro

Avviare Skype facendo in modo che padevchooser sia in esecuzione. Tra le opzioni audio di Skype, assicurarsi che la casella Permetti a Skype di regolare automaticamente i livelli del mixer non sia selezionata. Ora anche l’audio di Skype dovrebbe funzionare. Nessun problema, invece, per il video, dato che la webcam funziona senza nessun intervento particolare.

8 commenti

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  1. Luca / Gen 6 2013 10:54

    Ciao ottima guida! Però ti vorrei chiedere una cosa… Ma tu quale versione hai installato di ubuntu? La desktop o la netbook? Grazie

    Mi piace

  2. Francesco Di Nardo / Mar 28 2011 12:17

    Complimenti per la guida.
    L’idea di spostare in RAM quelle directory è stata geniale! Complimenti.

    Mi piace

  3. Andrea Colangelo / Mar 2 2011 22:47

    Leggevo che i SSD più recenti non hanno più problemi di deterioramente legati ai cicli di scrittura ripetuti, e che anzi la longevità è anche superiore agli hard disk tradizionali con carichi di lavoro simile. Ti risulta?

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    • Marco Alici / Mar 3 2011 10:47

      Non lo so di preciso, però penso proprio di sì. Il mio problema, comunque, non è la durata, ma la velocità, soprattutto in scrittura.

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