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25 febbraio 2011 / Marco Alici

Liberi di navigare.


Breve storia della “Guerra dei Browser”

Chi ha una ventina d’anni informatici sulle spalle probabilmente se lo ricorda: era il tempo in cui la cupa interfaccia a caratteri del sistema operativo MS-DOS stava lasciando il passo alle “Finestre” (in inglese “Windows”) di casa Microsoft, prima con le versioni 3.x, poi con Windows95, che uscirà appunto nel 1995. Tutto merito dei Macintosh prodotti da Apple, che portarono per primi sul mercato il concetto di interfaccia grafica (il desktop, le icone, i programmi che girano all’interno di finestre sullo schermo) e sulle scrivanie (reali) quello strano oggetto a forma di topo con la coda, chiamato appunto mouse, che avrebbe rivoluzionato l’interazione tra uomo e computer. Era anche il tempo in cui nasceva Internet, a cui si accedeva con i lentissimi e gracchianti modem analogici: ci si abbonava ad un provider, del quale il modem componeva il numero di telefono, dopodiché si potevano scambiare dati alla velocità di qualche kbit/s.

I programmi per navigare tra le pagine web, i cosiddetti browser, allora non erano inclusi nei sistemi operativi, per cui ognuno sceglieva ed installava quello che voleva. Certo, non c’era grande varietà. Le alternative erano sostanzialmente due, entrambe gratuite: Internet Explorer, realizzato da Microsoft (la versione 1.0 è del 1993) e Navigator (nato ufficialmente nel 1994) di Netscape.

Il migliore dei due, soprattutto per merito dell’esperienza di Netscape nel settore, era senza dubbio Netscape Navigator: più veloce, più aderente agli standard, più sicuro. Per questo era anche di gran lunga più utilizzato del concorrente, sul quale Microsoft non aveva voluto impegnarsi più di tanto, preferendo concentrarsi sui sistemi operativi.

Percentuali d'uso di ogni browser durante la prima guerra dei browser (fonte: Wikipedia).

Questo fino al 1995, quando Microsoft decise, con un’abile operazione di marketing, di includere il suo browser all’interno del neonato sistema operativo Windows95.

Da quel momento in poi i milioni di utenti del più diffuso sistema operativo al mondo si sarebbero trovati già pronti a navigare in Internet; solo i più volenterosi ed esperti avrebbero installato l’alternativa Netscape o addirittura altri browser a pagamento com’era all’epoca, ad esempio, l’ottimo Opera.

Quella scelta di Microsoft, portata all’estremo nel 1998 con l’uscita di Windows98 (dove Internet Explorer diventa parte integrante del sistema operativo, che ne sfrutta alcune funzioni, e non può essere quindi disinstallato) di fatto tagliò le gambe al suo blasonato concorrente. Netscape risentì anche economicamente di questa scelta, ed a nulla valsero i tentativi di riportare in auge il suo browser, neanche quello di pubblicare il codice sorgente così da renderlo disponibile e quindi sviluppabile anche da programmatori esterni alla società.

Da quella operazione di Netscape nacque il progetto Mozilla, che si prefiggeva di partire dal codice sorgente di Netscape Navigator per realizzare un browser migliore di Internet Explorer il cui sviluppo, nel frattempo, si era praticamente arrestato in forza della sua posizione di monopolio di fatto. Ben presto gli sviluppatori di Mozilla si resero conto della difficoltà di sviluppare il vecchio codice di Netscape, che nel frattempo era divenuto pesante (erano state incluse anche le funzioni di gestione della posta elettronica e addirittura di realizzazione di pagine web), complesso e obsoleto. Si scelse di riscrivere da zero il codice del nuovo browser. La scelta fu tanto felice che la stessa Netscape nel 2000 decise di basare su di esso una nuova versione di Navigator, la 5, e poi tutte le successive fino alla 9 del 2008, anno in cui ne fu ufficialmente sospeso lo sviluppo.

Panda Rosso (Firefox)

Poco male. Nel settembre 2002 nacque la versione 0.1 di Phoenix, la fenice nata dalle ceneri di Netscape; Phoenix fu subito ribattezzato Firebird e quindi,definitivamente, Firefox (il Panda Rosso) nel 2004 per evitare problemi causati dall’omonimia con altri software per computer.

Fin dalle prime versioni il nuovo browser libero dimostrò di avere caratteristiche interessanti: disponibilità per diversi sistemi operativi, velocità, maggior rispetto degli standard di internet, navigazione a schede (che permette di avere più pagine aperte contemporaneamente all’interno del programma), possibilità di personalizzare la barra dei pulsanti, possibilità di blocco delle finestre a comparsa (per lo più contenenti messaggi pubblicitari), maggior sicurezza durante la navigazione, supporto delle estensioni, piccoli programmi aggiuntivi, liberamente scaricabili, capaci di estenderne le funzionalità.

Nonostante Internet Explorer continuasse ad essere preinstallato su tutti i computer con sistema operativo Windows, l’ascesa di Mozilla Firefox appariva inarrestabile: se alla fine del 2004 meno del 3% degli internauti utilizzavano Firefox contro il 92% di Internet Explorer, a marzo 2009 erano già più del 20% contro il 67% di Internet Explorer (fonte: http://marketshare.hitslink.com).

Microsoft nel frattempo cercò di correre ai ripari, ad esempio implementando nella versione 7 del suo browser la navigazione a schede che Mozilla aveva già dal 2002 nel suo Phoenix 0.3.

Il 17 giugno 2008, giorno del rilascio ufficiale di Firefox 3, Mozilla entrò addirittura nel Guinnes dei primati: nelle prime ventiquattr’ore fu scaricato da oltre 8 milioni di utenti!

Nel 2009 un’indagine dell’Antitrust dell’Unione Europea volta ad analizzare la posizione dominante di Microsoft dovuta alla presenza del suo browser all’interno dei suoi sistemi operativi, spinse l’azienda a includere nella procedura di installazione di Windows, a partire dal marzo 2010, una schermata (nota come ballot-screen) dove l’utente potesse liberamente scegliere il browser all’interno di una rosa di 12. Anche per questo alla fine di marzo 2009 Firefox 3, superando Internet Explorer 7, diviene il browser più diffuso in Europa; se consideriamo globalmente tutte le versioni dei vari browser, invece, il sorpasso di Firefox su Internet Explorer avviene alla fine del 2010 (fonte: http://gs.statcounter.com).

Un risultato di tutto rispetto anche in considerazione del fatto che nel frattempo anche il colosso Google, che finora aveva sponsorizzato la Mozilla Foundation con cospicue donazioni, ha prodotto un suo browser, chiamato Chrome, di cui sono state evidenziate le doti di velocità, peraltro facilmente emulabili anche da Firefox, in virtù della sua alta configurabilità, modificando alcuni parametri che, nell’installazione predefinita, sono disabilitati.

Nel resto del mondo, invece, dove il ballot-screen non è presente e Internet Explorer viene installato insieme al sistema operativo, quest’ultimo risulta ancora il browser dominante tra gli internauti.

La cosiddetta “Guerra dei Browser” è dunque tuttora aperta; ciò che importa notare è che laddove questa avviene ad armi “ragionevolmente pari” e nessuna scelta è imposta a priori, il consenso degli utenti si coagula spontaneamente verso i prodotti migliori, o più utili, o più sicuri, e comunque più liberi.

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